Affitti residenziali in Italia
Nel 2025 i canoni si fermano dopo anni di aumenti
Il mercato degli affitti in Italia chiude il 2025 con un segnale chiaro: dopo oltre quattro anni di rialzi consecutivi, i canoni di locazione entrano in una fase di stabilizzazione. La lunga spinta iniziata nel periodo post-pandemico sembra essersi esaurita, lasciando spazio a un nuovo equilibrio tra domanda e offerta, sempre più differenziato sul piano territoriale.
Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Locare, il settore non mostra segnali di crisi, ma piuttosto una fase di assestamento fisiologico, tipica dei mercati maturi.
Canoni medi stabili a livello nazionale
Su scala nazionale, il valore medio degli affitti residenziali si attesta a 168 euro al metro quadrato annui, un dato sostanzialmente invariato rispetto alla fine del 2024. Dopo un primo semestre caratterizzato da lievi incrementi, la seconda metà dell’anno ha visto un progressivo rallentamento, culminato in una leggera flessione nell’ultimo trimestre.
Il risultato complessivo è una variazione annua pari a zero, che segna ufficialmente la fine della fase espansiva dei prezzi e l’ingresso in un contesto di stabilità dei canoni.
Grandi città: Roma cresce, Milano frena
All’interno di questo scenario, le grandi aree urbane mostrano andamenti divergenti. Roma si conferma in controtendenza, sostenuta da una domanda particolarmente dinamica, anche grazie agli effetti economici e turistici legati al Giubileo. I canoni nella Capitale risultano in crescita sia su base trimestrale sia annua.
Diversa la situazione a Milano, che dopo anni di aumenti sostenuti evidenzia segnali di raffreddamento del mercato. Negli ultimi mesi del 2025 i canoni registrano una contrazione e l’anno si chiude con un lieve calo complessivo, segnando una discontinuità rispetto al recente passato.
Napoli e Torino: due mercati a confronto
Tra gli altri grandi centri urbani, Napoli e Torino seguono traiettorie opposte. Nel capoluogo campano si osserva un recupero nel breve periodo, che non riesce però a compensare un saldo annuo ancora negativo.
Torino, al contrario, mostra una flessione nel confronto trimestrale ma conserva una crescita significativa su base annua, a conferma di una maggiore tenuta del mercato nel medio periodo.
Palermo continua invece a evidenziare segnali di debolezza, con canoni in calo sia nel breve sia nel lungo periodo, riflesso di criticità strutturali ancora irrisolte.
Capoluoghi di regione e città d’arte: dinamiche differenziate
Anche tra i capoluoghi di regione il quadro appare eterogeneo. Trento chiude l’anno in sostanziale stabilità, mentre Potenza registra un rimbalzo nel breve periodo che non è sufficiente a colmare le perdite accumulate nei mesi precedenti.
Le città d’arte e universitarie mostrano una maggiore resilienza: Bologna e Firenze mantengono un saldo annuo positivo, nonostante un rallentamento nell’ultima parte dell’anno. Venezia si conferma su livelli stabili, con una moderata crescita su base annua.
Città di provincia: prevale la prudenza
Nei centri di provincia prevale invece un clima di cautela. Nel confronto trimestrale, la maggior parte delle città registra variazioni negative dei canoni, mentre solo una minoranza evidenzia aumenti, generalmente contenuti. In molti casi i valori restano invariati, confermando un mercato meno dinamico rispetto alle grandi aree metropolitane.
Verso il 2026: equilibrio da consolidare
Il bilancio del 2025 restituisce l’immagine di un mercato delle locazioni entrato in una fase di maturità. La fine della spinta rialzista non coincide con una frenata brusca, ma con un riequilibrio progressivo che potrebbe ridefinire le strategie di investitori, proprietari e operatori immobiliari.
Una stabilità che resta tuttavia fragile, fortemente legata all’evoluzione del contesto economico, demografico e normativo. Il 2026 si apre quindi come un anno chiave per comprendere se il mercato degli affitti riuscirà a consolidare questo nuovo assetto o se emergeranno nuove tensioni sui prezzi.
Fonte: idealista.it





