Affitti brevi, dal 2026 cambia la tassazione

Ecco cosa prevede la nuova legge di bilancio

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Affitti brevi, dal 2026 cambia la tassazione

Posted by info@firsthouse.it on 13 Novembre 2025
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Ecco cosa prevede la nuova legge di bilancio

La Legge di Bilancio 2026 porta con sé importanti novità per chi affitta immobili a breve termine. Il disegno di legge, approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre e attualmente in fase di discussione parlamentare, introduce un aumento dell’imposta sostitutiva sugli affitti brevi, insieme ad alcune modifiche rilevanti per proprietari e intermediari.

Cedolare secca al 26%: l’aliquota aumenta

L’articolo 7 del testo in bozza modifica il decreto-legge n. 50 del 2017, elevando al 26% l’aliquota della cedolare secca sugli affitti brevi.
La misura si applicherà sia ai privati, sia agli intermediari immobiliari e ai portali online che gestiscono prenotazioni e pagamenti.

Viene inoltre eliminata la riduzione al 21% introdotta nel 2025 per un solo immobile, rendendo quindi uniforme la tassazione per tutte le unità locate con contratti di breve durata.

Ritenuta al 26% anche per gli intermediari

Per gli intermediari che intervengono nel pagamento dei canoni — ad esempio agenzie o piattaforme digitali — la ritenuta d’acconto sarà anch’essa fissata al 26%, in linea con la nuova aliquota della cedolare secca.
In assenza di opzione per la cedolare, tale ritenuta sarà considerata a titolo di acconto Irpef.

Cos’è la cedolare secca e quando conviene

La cedolare secca è un regime facoltativo che consente di sostituire l’Irpef e le relative addizionali con un’imposta unica calcolata sul canone di locazione.
Chi sceglie questa modalità non deve versare imposta di registro né imposta di bollo, normalmente dovute per registrazioni, proroghe o risoluzioni dei contratti.

Va però ricordato che, optando per la cedolare secca, il locatore rinuncia all’aggiornamento del canone, anche se previsto dal contratto, inclusa la rivalutazione Istat.

L’opzione può essere esercitata al momento della registrazione del contratto o negli anni successivi, in caso di contratti pluriennali. Se non scelta all’inizio, la registrazione segue le regole ordinarie e le imposte versate non sono rimborsabili.

Un quadro ancora in evoluzione

Il testo della Legge di Bilancio è ancora in bozza e potrà subire modifiche durante l’iter parlamentare, ma l’indirizzo del Governo appare chiaro: uniformare e rafforzare la tassazione sugli affitti brevi, con l’obiettivo di riequilibrare il mercato e aumentare il gettito fiscale.

Per i proprietari e gli investitori immobiliari, sarà quindi importante valutare con attenzione la convenienza del regime fiscale in base alla durata e alla tipologia dei contratti.

Fonte: fiscoetasse.com

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